Storia /

Cos'è l'Esposizione Universale


In tempi moderni il termine Expo viene utilizzato per indicare le esposizioni organizzate e riconosciute dall'Ufficio Internzionale delle Esposizioni (Bureau International del Expositions che ha sede a Parigi) che vengono ospitate da un unico paese organizzatore e che vedono partecipare più nazioni.
La prima Esposizione Universale fu quella di Londra, nel 1851, al Crystal Palace di Hyde Park, meglio conociuta come Great Exhibition.
Caratteristica delle Esposizioni Universali o Internazionali è che solo una parte delle strutture vengono smantellate alla fine dell'evento, mentre le principali vengono solitamente riutilizzate e convertite. Alcune di queste installazioni sono diventate simboli delle città o nazionali, come la Torre Eiffel (Exposition Universelle di Parigi nel 1889), il Palazzo di Arti e Industrie della Smithsonian Institution a Washington (Centennial Exposition del 1876), l'acquario di Genova (Expo del 1992) e tanti altri.


Esposizione Internazionale del 1906 di Milano


È l'inizio del 900 quando a Milano si fa strada l'idea di organizzare una Esposizione Internazionale dedicata ai mezzi di trasporto su acqua. In seguito, per celebrare il completamento del traforo alpino del Sempione, venne l'idea di associare l"Esposizione al tema del trasporto in genere e di estenderlo alla partecipazione di tutto il mondo.

Inizialmente l'Expo avrebbe dovuto svolgersi nel 1905, ma il ritardo dei lavori del traforo del Sempione fece slittare la data al 1906.
Un comitato cittadino individuò nell'area verde retrostante il Castello Sforzesco (il cui nome divenne appunto Parco Sempione in omaggio al traforo) come quella più adatta per lo svolgimento di gran parte dell'evento, e fu lanciata una sottoscrizione pubblica per ottenere i fondi necessari.

L'Esposizione Internazionale di Milano fu solennemente inaugurata il 28 maggio del 1906.
Parteciparono ufficialmente e non oltre 40 nazioni, furono costruiti 225 edifici progettati dai più noti architetti dell'epoca presso l'attuale Parco Sempione e l'ex Piazza d'Armi (che a partire dal 1923 è stata sede della Fiera) e le due zone furono collegate con una modernissima ferrovia sospesa.
Nell'aprile dello stesso anno fu inoltre inaugurato, all'interno dell'Esposizione Internazionale, l'Acquario Civico di Milano, che ancora oggi rappresenta uno dei massimi esempi di liberty italiano.

Gli espositori, provenienti da tutte le parti del mondo, furono 35.000 e l'area complessiva occupata dall'Expo arrivò a un milione di metri quadri. Visitarono l'Esposizione circa 5 milioni e mezzo di persone.
Fu un evento epocale che rilanciò le potenzialità del Paese e permise alla città di Milano di ricavarsi un ruolo da protagonista sulla scena internazionale.

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La Ferrovia Elettrica elevata
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2 maggio. L'inaugurazione del Parco
Aerostatico - Automobili pronte
all'inseguimento dei palloni
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Il pallone del capitano Frassinetti
pronto alla partenza
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La mostra della regia Marina Italiana
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Padiglione della città di Sampierdarena
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Effetto dell'illuminazione del Faro
e del Padiglione della Marina
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2 maggio. L'inaugurazione del Parco
Aerostatico - Automobili pronte
all'inseguimento dei palloni
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I lavori in Piazza d'Armi negli ultimi giorni

Civica Raccolte Stampe Archivio Bertarelli, Milano Civico Archivio Fotografico Biblioteca del progetto − La Triennale di Milano, ISAL Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda, Volume “Cronaca illustrata dell’esposizione”, Milano, Fratelli Treves Editori (1906)




Esposizione Internazionale del 2010 di Shanghai


Sulla scia delle Olimpiadi di Pechino del 2008, l’Esposizione Universale che si è tenuta a Shanghai tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2010 ha fornito alla Cina un’importante occasione per affermare il proprio ruolo di primo piano sulla scena internazionale.
L’Esposizione Universale di Shanghai si è svolta su un area urbana di 5,28 Kmq., con un investimento di circa 40 milioni di dollari. I partecipanti ufficiali sono stati 246, tra cui 192 dei 193 Stati membri dell’ONU. I visitatori finali hanno raggiunto la cifra 73 milioni, 22.900 gli eventi organizzati, circa 80.000 volontari impiegati nel parco.
Dedicata al tema generale “Better City Better Life”, l’Expo ha proposto cinque diversi filoni di approfondimento delle problematiche relative all’urbanizzazione:
A Shanghai sono stati realizzati anche alcuni padiglioni tematici, incentrati su aspetti ambientali, tecnologici, infrastrutturali e sociali, e 16 padiglioni aziendali dedicati, tra l’altro, alla comunicazione e informazione, al petrolio, alla navigazione, all’aviazione, all’automobile, allo spazio.
Due le innovazioni degne di nota che sono state introdotte dagli organizzatori cinesi: la creazione della prima esposizione virtuale attraverso la piattaforma di “Expo On Line” e l’allargamento della partecipazione a 57 città che hanno mostrato i propri migliori progetti di sviluppo nella Urban Best Practice Area (UBPA) a loro destinata. Dall’Italia hanno partecipato le città di Bologna e Venezia con programmi rispettivamente dedicati alla dimensione multiculturale della città ed al recupero e valorizzazione di aree industriali in disuso.
Un padiglione speciale dedicato alle città sostenibili è stato allestito dal Ministero dell’Ambiente italiano che ha offerto assistenza specialistica al Governo cinese nella preparazione dell’Expo.

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LA PARTECIPAZIONE ITALIANA
L’Italia ha ufficialmente aderito all’Esposizione Universale di Shanghai 2010 con una lettera inviata al Premier cinese Wen Jianbao, dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, il 30 giugno 2006.
In un contesto altamente competitivo, ma suscettibile di offrire un palcoscenico d’eccezione per la promozione del sistema produttivo nazionale, il Commissariato Generale ha ispirato la partecipazione dell’Italia a tre esigenze fondamentali: il rilancio dell’immagine complessiva del Paese e del prestigio del Made in Italy, il rafforzamento dei rapporti bilaterali con la Cina, l’introduzione di un modello operativo per le grandi iniziative di marketing degli interessi italiani nel mondo basato su un forte partenariato tra settore pubblico e privato.
Il “concept” cui si è ispirato il programma italiano per Shanghai ha quindi proposto un’interpretazione del tema “Better City Better Life” denominata “La città dell’uomo” che si incentra sul ruolo dell’individuo nel processo di sviluppo urbano.
Nel progetto di partecipazione dell’Italia all’Expo, il Commissariato Generale ha scelto di mettere in mostra le eccellenze suscettibili di contribuire alla creazione di città migliori per le generazioni future, legate ai settori dell’architettura e dell’edilizia innovativa ed eco-compatibile, della valorizzazione del patrimonio storico ed artistico, delle risorse ambientali, dell’habitat privato inclusivo di artigianato, moda, enogastronomia e design, della mobilità e dell’accessibilità, della salute e del benessere.
L’Italia ha promosso un’idea di “grandi” città che siano soprattutto città sostenibili in grado di offrire le migliori condizioni possibili di sviluppo, di soddisfare le esigenze dei residenti e di esaltarne il potenziale; città plasmate a misura d’uomo; città efficienti e stimolanti; città belle in cui si possa vivere felicemente.
All’Expo è stato quindi proposto un racconto del patrimonio italiano di conoscenze, competenze e capacità che riuscisse a catturare l’attenzione dei visitatori di ogni livello: opinione pubblica, interlocutori istituzionali, imprenditori, media, ricercatori. A tal fine sono state selezionate utilizzate diverse formule espressive:

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Oltre allo spazio riservato ad Expo 2015, il padiglione ha ospitato eventi promossi congiuntamente con ICE, Ministeri della Pubblica Amministrazione e Innovazione, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, delle Attività Produttive e del Turismo, mentre 11 Regioni e due città hanno esposto e realizzato eventi a turno nel Padiglione italiano.
Particolarmente rilevante è stata l’azione rivolta alle imprese attraverso la Confindustria che ha giocato un ruolo di primo piano nell’identificazione dei settori prioritari anche grazie alle Associazione di categoria. E’ stato calcolato che oltre 1.500 aziende si siano presentate a vario titolo nel padiglione italiano per svolgervi attività di natura diversa tutte mirate a promuoversi sul mercato globale. Una presentazione complessiva del Paese mirata ad esaltarne gli aspetti più pregevoli e meno noti per correggere ed integrare la percezione che dell’Italia si ha in Cina e nel mondo, non poteva prescindere da un calendario di manifestazioni culturali e spettacoli che hanno spaziato, dall’opera al teatro, dall’arte contemporanea al folklore.
I dati conclusivi della partecipazione italiana sono i seguenti:


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